Parlami di te: la mia intervista!

PUBBLICO IN ANTEPRIMA L’INTERVISTA CHE MI E’ STATA FATTA CIRCA IL MIO LIBRO E CHE SARA’ DISPONIBILE A GIORNI SUL SITO PARLAMI DI TE

Giuseppe Previtali tratta un tema la cui riflessione dovrebbe coinvolgere tutti. Da cosa nasce “Storia e cultura dell’omosessualità”?

Nasce dall’esigenza – che sento fortissima – di parlare di qualcosa di cui non si sa molto. Spesso sono i fatti di cronaca a commentare il nostro atteggiamento ma non esiste una vera e propria coscienza storica di che cosa sia l’omosessualità oggi.

Le radici storiche, ben riportate nel Suo testo, potrebbero spiegare e convincere circa la naturalezza dell’argomento?

Nella mia trattazione ho cercato di tratteggiare al meglio il contesto storico attraverso cui il problema dell’omosessualità e della sua accettazione si è sviluppato nei secoli. Nonostante questo il mio obiettivo non è quello di convincere, quanto più di spiegare. Una volta letto il testo, il singolo lettore potrà farsi un’idea di che cosa egli stesso possa ritenere giusto ma, almeno, avrà compreso meglio l’argomento.

Parla, purtroppo, di una profonda ignoranza, quella che giunge fino al non rispetto della dignità personale. Crede si possa vedere a breve un’evoluzione positiva?

Purtroppo, e in questo spero di sbagliarmi, non credo che ora come ora sia possibile una soluzione del problema qui in Italia. È bene specificare i termini di ciò che dico in senso spaziale e temporale perché mi preme far capire che l’Italia da questo punto di vista è ancora molto arretrata ed intollerante (e nel mio libro credo se ne evincano le ragioni) e si vedono dai fatti di cronaca gli effetti di una mancata legge contro l’omofobia.

Il Suo, di fatto, è un contributo contro la discriminazione. Come quello svolto da varie associazioni. Ha avuto modo di collaborare direttamente con qualcuna di esse? 

Non ho avuto il piacere di contribuire attivamente al carattere associativo che la lotta contro l’omofobia sta prendendo da qualche tempo a questa parte. Nonostante questo spero che il mio testo possa servire da supporto alla preziosa opera che quotidianamente viene portata avanti da questo tipo di realtà. Credo che il loro ruolo dovrebbe essere decisamente valorizzato, dal momento che svolgono un ruolo fondamentale nella lotta in prima persona contro qualsiasi tipo di discriminazione.

Di contro, parla anche di istituzioni che avversano l’emancipazione dall’ignoranza e la crescita civile. Come spingere il singolo individuo ad una giusta interpretazione?

Soprattutto nell’ultima parte del mio testo mi sono avviato al commento sistematico dei documenti prodotti in materia dalla Chiesa cattolica. Attraverso la loro riproposizione integrale – non sono stati omessi paragrafi e, cosa ancora più importante, non è stata fatta alcuna modifica – e il loro dettagliato commento credo di aver creato uno strumento oggettivo per l’analisi di questa problematica. Ovviamente chi dovesse sentirsi colpito dalle mie critiche, a volte molto aspre, è libero di trarre le conclusioni che vuole ma, a fronte di tutto ciò, ho ritenuto essenziale presentare il problema attraverso i documenti storici.

Quali le critiche dei lettori? La più fuori luogo e la più edificante?

Al di là delle critiche dei lettori, dato che non ho ancora avuto modo di procedere a sondare il terreno, va detto che io stesso sono molto autocritico nei confronti di ciò che faccio e anche questo lavoro non fa eccezione. Per esempio mi dispiaccio molto di aver dedicato uno spazio minimo all’analisi del problema di come la cultura e l’arte abbiano risposto alle sollecitazioni del progressivo disinibirsi della società LGBT.

Giovanissimo autore, ma già alla Sua seconda opera. Da cosa nasce questo bisogno di comunicare?

Sin da piccolo mi è stata fatta notare la mia grande fantasia; in realtà non ho mai trasposto le costruzioni della mia mente su carta fino a poco tempo fa, quando ho scoperto la meraviglia del vedere i pensieri prendere forma. L’esigenza di comunicare? B eh, evidentemente nasce da un bisogno di esternare la mia personalità; infatti ho un carattere abbastanza chiuso, soprattutto con chi non conosco e mi è difficile parlare di me stesso.

Se avessimo modo di conoscerLa nel privato, cosa scopriremmo con stupore?

In realtà conduco una vita molto semplice e non particolarmente interessante, una vita normale ma non priva di soddisfazioni, certo.

Con quali gli altri progetti letterari possiamo attenderLa?

Attualmente, impegnato con gli Esami di Stato, sto producendo una breve trattazione sul capolavoro di Stanley Kubrick; 2001: Odissea nello Spazio. Chissà che non abbia la possibilità di farne un saggio.

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